Il 29 e 30 settembre 2026, presso la Sala Conferenze di UnitelmaSapienza, si svolgerà il convegno del Gruppo di Interesse sul Diritto del Mare della Società Italiana di Diritto Internazionale e di Diritto dell’Unione Europea (SIDI) su “Diritto del mare in Italia tra sfide strategiche e valorizzazione delle risorse”.
L’evento, in presenza e aperto al pubblico, si articola in due giornate consecutive e affronta le principali questioni aperte della politica marittima italiana, in un momento segnato da un’intensa attività normativa e istituzionale e dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche nel Mediterraneo.
Negli ultimi anni l’Italia ha promosso scelte normative e istituzionali di rilievo primario in materia marittima. La proclamazione della zona economica esclusiva del Tirreno e dello Ionio-Adriatico, la legge n. 8/2026 sulla sicurezza delle risorse subacquee, la legge n. 15/2026 sulla valorizzazione della risorsa mare – che introduce le zone di interesse turistico subacqueo e istituisce formalmente la zona contigua – il Piano del Mare, l’istituzione del Dipartimento del Mare presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la nascita del Polo Nazionale della Subacquea delineano in profondità la governance del dominio marittimo italiano. Si tratta di un’agenda ambiziosa che ora esige di essere misurata alla luce del diritto internazionale del mare e del diritto dell’Unione europea: sulle sue coerenze con gli obblighi internazionali, nelle sue lacune e nelle sue priorità ancora aperte.
La prima giornata del convegno, in programma per il 29 settembre 2026 (14:30 -18:30), affronterà il tema della “Pianificazione spaziale marittima e sicurezza della dimensione subacquea” e vedrà come protagonisti i giovani studiosi e ricercatori del Gruppo di Interesse SIDI sul Diritto del Mare, i quali affronteranno i temi della pianificazione spaziale marittima e della sicurezza della dimensione subacquea, con particolare attenzione all’art. 29 della legge n. 8/2026 e alla sua convergenza con il quadro UNCLOS, al patrimonio culturale subacqueo tra tutela internazionale e legislazione italiana, e alla cooperazione come componente essenziale della governance dei mari chiusi o semichiusi nel Mediterraneo.
La seconda giornata, il 30 settembre 2026 (9:30-13:30), sarà dedicata “La politica marittima italiana fra sicurezza e sovranità all’assaggio del diritto internazionale e del diritto dell’UE“. L’incontro, sotto forma di tavola rotonda, riunirà esponenti dell’accademica e delle principali istituzioni della politica marittima italiana, tra cui il Dipartimento del Mare della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Polo Nazionale della Subacquea. I temi in esame spazieranno dalla proclamazione della zona economica esclusiva e i negoziati di delimitazione in corso nel Mediterraneo, alla protezione ambientale dei mari italiani nel quadro degli obblighi internazionali ed europei, fino alle simmetrie e asimmetrie delle riforme ed al raccordo tra il nuovo assetto istituzionale in costruzione e gli obiettivi del diritto internazionale e dell’UE.
L’evento si inserisce organicamente nel quadro delle attività di valorizzazione delle conoscenze del Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche (DSGE) di UnitelmaSapienza, costituendo un modulo centrale del Corso di formazione professionale “Sfide ambientali e strategiche della dimensione marittima dell’Italia: profili giuridici internazionalistici”. Il Corso è parte delle attività di Terza Missione/Impatto Sociale di Agorà DSGE: la dimensione sociale delle scienze giuridiche ed economiche, ed è organizzato in stretta e sinergica collaborazione il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e il Centro di Ricerca sul Diritto Internazionale (CRDI) di UnitelmaSapienza.
Il coordinamento scientifico del corso appartiene a Gemma Andreone (Dirigente di Ricerca del CNR e Docente di Diritto internazionale del mare in UnitelmaSapienza), del Nicola Napoletano (Direttore del DSGE e del CRDI) e Chiara Venturini (Ricercatrice di Diritto internazionale in UnitelmaSapienza e Responsabile del progetto di Valorizzazione delle Conoscenze). Il percorso formativo si avvale dell’apporto di esperti del mondo accademico, dei ministeri e delle istituzioni competenti (tra cui il Ministero del Mare), nonché di specialisti del settore tecnico-scientifico e della società civile, offrendo un’analisi sistematica che spazia dalle fonti del diritto internazionale ed europeo sino alla protezione dell’ambiente marino, alla sicurezza delle infrastrutture critiche sottomarine e alla tutela dei diritti umani.
