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Giovanni Maria Flick: “E’ necessario garantire una “riserva di umanità” di fronte ai rischi della società di oggi”

Si è svolto il 28 novembre, presso la Sala Conferenze di UnitelmaSapienza, l’incontro “Il filo rosso della giustizia nella Costituzione: diritti, garanzie e umanesimo penale”, nel corso del quale è stato presentato il volume del Presidente emerito della Corte Costituzionale Prof. Giovanni Maria Flick “Il filo rosso della giustizia nella Costituzione. Un percorso di vita”, edito da Giuffrè nel 2023.

Un’occasione per riflettere su alcuni dei temi che hanno scandito le tappe del formidabile percorso scientifico e umano di Giovanni Maria Flick: giudice e poi presidente della Corte costituzionale, ministro di Grazia e Giustizia, professore (attualmente emerito di diritto penale presso la Luiss), avvocato e magistrato.

Dopo i saluti del Magnifico Rettore di UnitelmaSapienza Bruno Botta e del Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche ed Economiche di UnitelmaSapienza Nicola Napoletano, sono intervenuti Gaetano Azzariti, Sapienza Università di Roma, Pasquale Bronzo, Sapienza Università di Roma, Roberta Calvano, UnitelmaSapienza, Adolfo Scalfati, Università di Roma Tor Vergata e Presidente della Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale). Ha introdotto e moderato Vincenzo Mongillo, UnitelmaSapienza. L’incontro si inserisce nel ciclo di seminari “La riforma del “penale” in crisi”.

Il Magnifico Rettore Bruno Botta ha dichiaratoIl volume presentato oggi a UnitelmaSapienza è ricco di suggestioni legate alla storia di lungo periodo, dal Risorgimento alla nascita della Repubblica, oltre a temi come la bioetica e il fine vita, l’intelligenza artificiale, l’ambiente, la condizione dei detenuti, il diritto penale dell’economia e le riforme della giustizia. Dagli scritti di Flick raccolti emerge la passione di questo grande giurista per le tematiche del diritto, ma anche per le questioni civili e sociali che attraversano la nostra società e le grandi vicende del nostro Paese, che Egli osserva sempre con occhio attento e profondo, mai banale. L’opera di divulgazione dei principi costituzionali che il Presidente Flick sta portando avanti in questi anni è fondamentale, per ritrovare un terreno di valori e ideali condivisi. Forse la Costituzione è ancora troppo poco conosciuta – come mi pare sottolinei anche Flick – e prima di modificarla andrebbe pienamente attuata, specie nella parte concernente i principi fondamentali e i diritti e doveri dei cittadini. Questo è anche il ruolo dell’Università, quale fucina di intelletti e di possibili orientamenti per i grandi problemi della società di oggi. 

Nel corso del suo intervento il Presidente Giovanni Maria Flick ha dichiarato: Ringrazio i relatori di oggi per i molteplici spunti di riflessione. La risposta alle vostre domande ve la darò con un prossimo libro che sto preparando il cui titolo potrebbe essere provocatoriamente: “Transizione ecologica e transizione tecnologica o transazione economica di basso rango in mancanza di una transizione culturale?” Oggi pomeriggio in quest’aula, da tutti i punti di vista, è venuto fuori un discorso molto complesso: noi non abbiamo una cultura costituzionale della riforma, ma non abbiamo nemmeno una cultura della politica penale, né una distinzione chiara tra le esigenze di libertà e quelle di sicurezza. Nella nostra civiltà, l’informazione – che un tempo aveva il significato di diffusione di valori e di idee – è in realtà diventata anche se non soprattutto un prodotto commerciale. E questo vale per tutti coloro che gestiscono l’informazione, ai diversi livelli. Alla luce di quello che stiamo vedendo in questi giorni, come le dispute sulla intelligenza artificiale, dobbiamo cercare di capire se il dibattito sia legato a questioni di carattere economico o dalla preoccupazione di capire “dove stiamo andando” e dove finiremo con un’euforia di intelligenza artificiale. Stiamo assistendo a un dibattito esasperato, forse strumentale, tra gli “apocalittici” e gli entusiasti dell’intelligenza artificiale. Il rischio è “la civiltà delle macchine”, dove nella migliore delle ipotesi l’uomo è ridotto a strumento.  Ecco perché è necessario garantire in tutti i modi una “riserva di umanità” di fronte alle pretese, alla pubblicità, all’enfatizzazione di una intelligenza artificiale che anche nel campo della giustizia sta estendendo i suoi tentacoli; e garantire – con la recente riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione – la tutela dell’ambiente, gli interessi delle future generazioni e la biodiversità umana (anche culturale) ricomprendendo così nei “principi fondamentali” della Costituzione lo “sviluppo sostenibile” rappresentato dall’equilibrio tra la persona e la natura.

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