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Evento conclusivo del progetto di Terza Missione “Ricette in Libertà. La cultura della cucina degli affetti e della memoria nel carcere”

L’11 marzo 2026 alle ore 15.30, si svolgerà presso il Teatro Libero della Casa Circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso l’evento conclusivo del progetto di terza missione “Ricette in Libertà. La cultura della cucina degli affetti e della memoria nel carcere”. L’iniziativa rientra nell’ambito dei progetti di terza missione del Dipartimento di Diritto e Società Digitale ed è stata realizzata dal gruppo di ricerca della Cattedra UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale e Diritto Comparato di Unitelma Sapienza, coordinato dal professor Pier Luigi Petrillo e da Tommaso Amico di Meane, in collaborazione con la Fondazione Severino Onlus e la content creator Sofia Fabiani (il cui profilo Instagram “@cucinare_stanca” è seguito da 572 mila persone).

L’incontro sarà aperto dalla Direttrice del carcere di Rebibbia, dal Magnifico Rettore, Bruno Botta, dal Direttore del Dipartimento, Mario Carta, e vedrà gli interventi del Garante regionale dei detenuti, Stefano Anastasia, della direttrice della Fondazione Severino, Eleonora Di Benedetto, del direttore della Cattedra UNESCO, Pier Luigi Petrillo, della content creator Sofia Fabiani.

Il progetto ha coinvolto un gruppo di detenuti della sezione maschile del carcere di Rebibbia, provenienti da diverse parti del mondo, che hanno potuto riscoprire le proprie origini culturali tramite la cucina e rievocare emozioni e ricordi del proprio passato tramite il racconto e la realizzazione delle ricette a loro care. Ciascun detenuto è stato coinvolto, così, in un processo di consapevolezza del valore della cucina come fenomeno collettivo e di condivisione, dimostrando come, grazie alla riscoperta del cibo identitario, sia possibile superare ogni barriera linguistica, religiosa, sociale e acquisire attimi di libertà perfino per chi vive una condizione carceraria. Il cibo, quindi, come fonte di vita, di condivisione, di veicolo di trasmissione di culture diverse.

L’evento sarà l’occasione per presentare l’iniziativa e i risultati raggiunti (raccolti in un ricettario scritto insieme ai detenuti) nonché una preziosa opportunità per riflettere sull’importanza di attività che facciano emergere la dimensione individuale e identitaria all’interno del contesto penitenziario.

L’accesso è limitato ad un pubblico ristretto di esterni. Chi desidera partecipare in presenza deve trasmettere il proprio nominativo, insieme a luogo e data di nascita, all’indirizzo unescochair@unitelmasapienza.it entro lunedì 9 marzo.