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UNESCO

RICETTE IN LIBERTA’

Il progetto rientra nell’ambito della terza missione del Dipartimento di Diritto e Società

Digitale ed è stato realizzato dal gruppo di ricerca della Cattedra UNESCO di Unitelma Sapienza, in collaborazione con la Fondazione Severino Onlus e la content creator Sofia Fabiani (in arte “@cucinare_stanca”).

Il progetto, che ha coinvolto un gruppo di detenuti della sezione maschile del carcere di Rebibbia, provenienti da diverse parti del mondo, consisteva nel ripensare, ricreare e riprodurre in modo originale le ricette dei detenuti partendo dai loro ricordi e cercando di dare un significato culturale e identitario a quella ricetta anche innovandola.

Ciascun detenuto è stato coinvolto, così, in un processo di consapevolezza del valore della cucina come fenomeno collettivo e di condivisione, dimostrando come, grazie alla riscoperta del cibo identitario, sia possibile superare ogni barriera linguistica, religiosa, sociale e acquisire attimi di libertà perfino per chi vive una condizione carceraria. Il cibo, quindi, come fonte di vita, di condivisione, di veicolo di trasmissione di culture diverse.
Durante gli incontri, svoltisi nel corso del 2025, i partecipanti hanno potuto raccontare le ricette alle quali sono più affezionati, ricordando momenti in famiglia e persone care, rievocando un tempo e uno spazio diversi. In occasione dell’ultimo incontro i detenuti e i membri del team hanno cucinato insieme nei locali delle cucine del nuovo complesso di Rebibbia. 

Per raccontare il progetto, il team ha predisposto un ricettario che raccoglie non soltanto ingredienti e procedimenti dei piatti cari ai partecipanti, ma anche i ricordi connessi ai piatti e i motivi per i quali la ricetta è così importante per loro.


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