{"id":2884,"date":"2021-11-29T17:10:23","date_gmt":"2021-11-29T16:10:23","guid":{"rendered":"https:\/\/sustain.unitelmasapienza.it\/?p=2884"},"modified":"2021-11-29T17:10:23","modified_gmt":"2021-11-29T16:10:23","slug":"inquinamento-da-microplastiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/inquinamento-da-microplastiche\/","title":{"rendered":"Inquinamento da microplastiche"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019inquinamento da microplastiche \u00e8 negli ultimi anni balzato agli onori delle cronache per il crescente interesse che la comunit\u00e0 scientifica gli attribuisce.<\/p>\n<p>Numerosi <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-021-01143-3\">studi<\/a> portati avanti da diverse equipe scientifiche hanno mostrato, nel corso degli anni, quanto le microplastiche siano onnipresenti nel nostro ambiente e, ancor peggio, nel nostro cibo. Quello che non \u00e8 realmente chiaro \u00e8 quanto possano essere dannose per la salute umana, e in che quantit\u00e0 il nostro organismo possa sopportarle.<\/p>\n<p>La maggior parte delle ricerche effettuate in materia negli ultimi venti anni si \u00e8 concentrata sulla presenza di microplastiche negli ambienti marini e sui danni che a tali ecosistemi possono arrecare. I rischi connessi alla diffusione di questi inquinanti plastici sono potenzialmente molto alti e non vanno sottovalutati.<\/p>\n<h2>Microplastiche, cosa sono?<\/h2>\n<p>Ma cosa sono le microplastiche? E perch\u00e9 sono cos\u00ec temute? Si tratta di particelle di plastica che non superano i cinque millimetri di diametro e derivano dalla disgregazione dei materiali plastici che utilizziamo quotidianamente o che gettiamo in discarica.<\/p>\n<p>Dai <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43016-020-00171-y?fbclid=IwAR2MhF8MNcgRY4mPmy6u168WBKI2YUQJ_451Jq71DUz2hUBV-x1Q532ewuc\">biberon per bambini<\/a>, che rilasciano nel latte caldo frammenti plastici, fino alla plastica in discarica, i minuscoli frammenti che si staccano si disperdono nell\u2019ambiente. Gli scienziati hanno individuato microplastiche quasi ovunque nel mondo: dai ghiacci artici alle profondit\u00e0 oceaniche, non c\u2019\u00e8 ambiente in cui non siano state rilevate. Le fonti sono le pi\u00f9 disparate: dalle microplastiche presenti nei prodotti di bellezza esfolianti fino ai frammenti che si staccano durante il lavaggio dei capi in fibre sintetiche. Un problema pervasivo e pressante. La quantit\u00e0 di inquinanti immessi nell\u2019ambiente \u00e8 destinata a crescere sempre pi\u00f9 e a passare dall\u2019ambiente nel cibo.<\/p>\n<p>Secondo un recente <a href=\"https:\/\/pubs.acs.org\/doi\/abs\/10.1021\/acs.est.0c07384\">studio<\/a>, si stima che adulti e bambini possano ingerire pi\u00f9 di 100000 frammenti di microplastica al giorno, senza contare le nano plastiche, frammenti pi\u00f9 piccoli di un micron, talmente piccoli da essere di difficile quantificazione ma che vanno sicuramente aggiunti alla somma.<\/p>\n<p>Se si considera che ogni anno vengono prodotti pi\u00f9 di 400 milioni di Tonnellate di plastica, appare chiaro che il problema \u00e8 destinato a crescere. Anche immaginando di interrompere oggi stesso la produzione di plastica, la plastica gi\u00e0 immessa sul mercato si degrader\u00e0 nel tempo portando ad un notevole quanto inevitabile incremento delle microplastiche presenti nell\u2019ambiente.<\/p>\n<p>In Agricoltura un problema particolarmente sentito \u00e8 quello dei teli da pacciamatura. Posizionati sui campi per scongiurare la nascita di infestanti intorno alle colture, i teli da pacciamatura in plastica sono una grande fonte di inquinamento da microplastiche. Sottoposti alle intemperie, rilasciano nel terremo una grande quantit\u00e0 di materiale impossibile da rimuovere completamente. Se si considera che ogni anno in Europa si utilizzano approssimativamente 85mila tonnellate di teli di plastica da pacciamatura, appare evidente che il problema \u00e8 di grave entit\u00e0. Secondo le <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/HTML\/?uri=CELEX:52018DC0028&amp;from=EN\">stime<\/a> della Commissione Europea, ben il 5% dei rifiuti plastici comunitari deriva dall\u2019utilizzo agricolo. E non esiste una stima accurata della percentuale di microplastiche che ogni anno migrano nel terreno dai teli per pacciamatura. Una soluzione a questa forma di inquinamento \u00e8 stata tuttavia trovata e occorre implementarla sempre di pi\u00f9: l\u2019utilizzo di teli per pacciamatura realizzati in bioplastiche. A differenza dei teli plastici, i teli in bioplastica hanno tempi di degradazione molto rapidi e, lasciati sui campi si degradano naturalmente senza lasciare pericolose microplastiche. Una ricerca che mette a confronto le due tipologie di teli per pacciamatura \u00e8 stata realizzato nel 2020 da un equipe di studiosi afferenti a diversi atenei, l\u2019universit\u00e0 di York, L\u2019universit\u00e0 di Patrasso, l\u2019Universit\u00e0 di Atene e Unitelma Sapienza ed \u00e8 consultabile al seguente <a href=\"https:\/\/pubs.rsc.org\/en\/content\/articlelanding\/2020\/gc\/c9gc02992c\">link<\/a>.<\/p>\n<h2>Le microplastiche in ambiente marino<\/h2>\n<p>Gli <a href=\"https:\/\/pubs.acs.org\/doi\/10.1021\/acs.est.7b03574\">studi<\/a> pi\u00f9 completi sui rischi legati alle microplastiche sono stati condotti in ambienti marini. Gli organismi acquatici, come ad esempio il plancton, sembrano subire negativamente la presenza di microplastiche, soprattutto se in forma di filamenti. Tali filamenti infatti ne limitano la motilit\u00e0, ne riducono il ritmo di crescita e le probabilit\u00e0 di riproduzione. Considerando che il plancton \u00e8 alla base dell\u2019alimentazione degli organismi marini, i rischi connessi ad una sua diminuzione sono altissimi e possono minare la vita stessa degli oceani ed il sostentamento umano.<\/p>\n<p>Occorre poi considerare che una volta che le microplastiche sono finite in mare, diventa praticamente impossibile eliminarle ed entrano stabilmente a far parte dell\u2019ecosistema fino alla loro completa disgregazione, che pu\u00f2 impiegare centinaia di anni.<\/p>\n<h2>I rischi per l\u2019uomo<\/h2>\n<p>Sebbene non ci siano studi definitivi in materia, la presenza di microplastiche si ritiene dannosa anche per l\u2019uomo. <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/abs\/pii\/S0378427420300163\">Ricerche<\/a> di laboratorio effettuate sui topi hanno mostrato come l\u2019esposizione a microplastiche possa avere effetti dannosi sulle capacit\u00e0 riproduttive. Altra questione che viene studiata \u00e8 se le microplastiche possano accumularsi nei tessuti.<\/p>\n<p>Un recente <a href=\"https:\/\/www.sciencedirect.com\/science\/article\/pii\/S0160412020322297?via%3Dihub\">studio<\/a>, condotto da una equipe dell\u2019ospedale Fatebenefratelli di Roma, ha evidenziato la presenza di microplastiche all\u2019interno della placenta umana. Si tratta di una scoperta importante che fa comprendere quanto le microplastiche siano diventate endemiche. Per quanto non ci siano indicazioni chiare in merito alla loro eventuale tossicit\u00e0 ed ai connessi rischi per l\u2019organismo, la comunit\u00e0 scientifica concorda nel ritenere questi dati decisamente allarmanti.<\/p>\n<p>Per questo motivo non c\u2019\u00e8 tempo da perdere. La corretta gestione della plastica, dalla sua produzione al suo smaltimento \u00e8 di prioritaria importanza\u00a0 e si auspicano a riguardo politiche sempre pi\u00f9 attente da parte delle istituzioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019inquinamento da microplastiche \u00e8 negli ultimi anni balzato agli onori delle cronache per il crescente interesse che la comunit\u00e0 scientifica gli attribuisce. Numerosi studi portati avanti da diverse equipe scientifiche hanno mostrato, nel corso degli anni, quanto le microplastiche siano onnipresenti nel nostro ambiente e, ancor peggio, nel nostro cibo. 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