{"id":2823,"date":"2021-09-27T12:43:00","date_gmt":"2021-09-27T10:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/sustain.unitelmasapienza.it\/?p=2823"},"modified":"2022-04-29T09:50:08","modified_gmt":"2022-04-29T07:50:08","slug":"direttiva-sup-e-bioplastiche-facciamo-chiarezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/direttiva-sup-e-bioplastiche-facciamo-chiarezza\/","title":{"rendered":"Direttiva SUP e Bioplastiche. Facciamo chiarezza"},"content":{"rendered":"<p>In questi giorni il parlamento italiano sta lavorando per la ricezione della direttiva SUP approvata dal parlamento europeo.<\/p>\n<p>Entrata in vigore a luglio 2019 con l\u2019obiettivo di ridurre drasticamente i rifiuti marini, <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:32019L0904\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la direttiva SUP<\/a><\/span> (Single Use Plastic) mira a disincentivare il ricorso al monouso, vietando e scoraggiando la produzione e commercializzazione delle plastiche monouso. Un divieto ampio che colpisce tutti i tipi di plastica, siano essi di origine vegetale o petrolchimica, includendo pertanto anche le bioplastiche.<\/p>\n<p>Si tratta di un bando che va ad incidere su un settore, quello della bioplastica, che si era posto come soluzione ecologicamente sostenibile alla produzione della plastica tradizionale. La soluzione proposta dall\u2019Europa per sostituire le plastiche monouso \u00e8 quella di reintrodurre prodotti lavabili e riutilizzabili.<\/p>\n<p>Per capire le ragioni che hanno portato ad un bando cos\u00ec importante occorre affacciarsi sul mondo delle bioplastiche e comprenderne le caratteristiche.<\/p>\n<h2>Bioplastica, dalla nascita allo smaltimento.<\/h2>\n<p>Secondo la definizione data da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.european-bioplastics.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">European Bioplastics<\/a><\/span>, per bioplastiche si intende una grande famiglia di materiali aventi differenti propriet\u00e0. Possono essere <strong>plastiche a base biologica, biodegradabili, o possedere entrambe le caratteristiche<\/strong>.<\/p>\n<p>In generale, dunque, possiamo distinguere tra:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Biobased Plastiche non biodegradabili<\/strong><\/li>\n<li><strong>Plastiche a base biologica biodegradabili<\/strong><\/li>\n<li><strong>Plastiche derivate da petrolio biodegradabili<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2829 size-large\" src=\"https:\/\/sustain.unitelmasapienza.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-1024x792.jpg\" alt=\"Bioplastiche\" width=\"1024\" height=\"792\" srcset=\"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-1024x792.jpg 1024w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-300x232.jpg 300w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-768x594.jpg 768w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-1080x836.jpg 1080w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-1280x990.jpg 1280w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-980x758.jpg 980w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-480x371.jpg 480w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-24x19.jpg 24w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-36x28.jpg 36w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1-48x37.jpg 48w, https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/wordpress\/sustain\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/bioplastiche-1.jpg 1458w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Le <strong>plastiche a base biologica<\/strong>, secondo lo standard EN 16575 della CE, sono \u201c<em>plastiche create parzialmente o totalmente da biomassa<\/em>\u201d, vale a dire, dalla \u201c<em>frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall\u2019agricoltura, dalla silvicoltura e dalle industrie connesse<\/em>\u201d. In altre parole, si tratta di plastiche che vengono prodotte a partire da composti organici. Possono derivare da colture come mais, grano, tapioca o patate. Possono derivare dalla fermentazione degli zuccheri, da oli vegetali, dalle alghe o dai gusci di crostacei. Le fonti possono essere materiali di scarto, ma anche coltivazioni apposite.<\/p>\n<p>Se, tuttavia, una bioplastica pu\u00f2 derivare <strong>solo parzialmente<\/strong> da biomassa, vuol dire che, almeno in parte, \u00e8 composta da altre sostanze che possono anche derivare dal petrolio. Parliamo di additivi plastificanti, stabilizzanti, coloranti, ritardanti di fiamma e molto altro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.assobioplastiche.org\/index.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Assobioplastiche<\/span><\/a>, d\u2019altro canto, definisce bioplastica quei materiali e quei manufatti, ricavati da fonti rinnovabili o di origine fossile, che sono <strong>sia biodegradabili che compostabili<\/strong>, sottolineando una caratteristica del fin di vita di questi prodotti, la computabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Una differenza fondamentale per l\u2019ambiente \u00e8 quella tra prodotto biodegradabile e prodotto compostabile. Una <strong>bioplastica compostabile<\/strong> \u00e8 una bioplastica che pu\u00f2 essere trasformata in compost all\u2019interno di una impianto industriale di compostaggio e pu\u00f2 essere smaltita insieme all\u2019umido. Esempio di questo tipo di plastica \u00e8 la Mater-Bi di <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.novamont.com\/mater-bi\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Novamont<\/a><\/span>. Le caratteristiche delle plastiche compostabili sono stabilite dallo standard EN 13432\u00a0 del 2002 del CEN.<\/p>\n<p>Che una plastica sia a base biologica non vuol dire che sia biodegradabile. Esistono diverse plastiche derivate da biomassa, come il <strong>bio PET<\/strong> e il <strong>bio PE<\/strong>, che non degradano in tempi \u201cumani\u201d. Queste sostanze, per via della non biodegradabilit\u00e0, permangono nell\u2019ambiente al pari delle plastiche derivanti da petrolio e per distinguerle dalle plastiche biodegradabili si preferisce chiamarle \u201c<strong>Plastiche Vegetali<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Bisogna poi aggiungere che non \u00e8 detto che le <strong>Plastiche Biodegradabili <\/strong>siano solo quelle derivate da biomassa. Una buona parte delle plastiche biodegradabili viene prodotta da fonti non rinnovabili al pari delle plastiche tradizionali. La loro struttura molecolare, tuttavia, le rende biodegradabili.<\/p>\n<p>Discorso a parte va fatto per le plastiche <strong>Oxo Degradabili. <\/strong>Si tratta di plastiche a base petrolchimica addizionate di sostanze che ne consentono la degradazione quando esposte all\u2019aria. I tempi di degradazione di queste plastiche sono pi\u00f9 lunghi e non ci sono studi che attestino la loro effettiva sicurezza.<\/p>\n<h2>Direttiva SUP e scelta italiana. Una posizione apripista<\/h2>\n<p>La ricezione della Direttiva SUP in Italia ha evidenziato una differenza di vedute rispetto alla <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/topics\/plastics\/single-use-plastics_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commissione Europea<\/a><\/span>. Il punto di partenza che ha influenzato la decisione del nostro parlamento \u00e8 che le Bioplastiche non possono essere equiparate alla plastica convenzionale. E\u2019 necessario pertanto creare una normativa adeguata che tenga conto delle varie differenze che esistono tra i diversi prodotti.<\/p>\n<p>Questa posizione, sostenuta da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.legambiente.it\/comunicati-stampa\/direttiva-sup\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Legambiente<\/a><\/span>, conferma la leadership Italiana in materia di bioeconomia. Una leadership internazionale che trova le sue basi nella produzione di plastiche compostabili, nella raccolta differenziata dell&#8217;umido domestico e in tutta la filiera industriale del compostaggio.<\/p>\n<p>La scelta europea di bandire in toto le plastiche monouso preferendo prodotti riutilizzabili comporta non poche difficolt\u00e0.\u00a0 Ad esempio, l\u2019uso di acqua e di detergenti per i lavaggi, nonch\u00e9 dell\u2019energia necessaria a riscaldamento e asciugatura, avrebbero un loro notevole impatto ecologico. Senza contare la questione sanitaria legata alla corretta igienizzazione degli articoli da riutilizzare.<\/p>\n<p>La posizione italiana, d\u2019altro canto, parte dal presupposto che \u00e8 necessario mantenere in uso alcuni prodotti usa e getta in plastica all\u2019interno di determinate realt\u00e0, come ad esempio le mense ospedaliere. Oggetti monouso che, se realizzati in bioplastica compostabile, sono un perfetto sostituto delle plastiche convenzionali senza avere un forte impatto ambientale.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi la scelta italiana \u00e8 quella di trovare una soluzione intermedia che considera le differenze tra le varie plastiche premiando quelle realmente compostabili. Si escludono pertanto dal bando i prodotti in materiale biodegradabile e compostabile che contengono un minimo del 40% di materia prima rinnovabile. Percentuale che al primo Gennaio 2024 dovr\u00e0 salire al 24%. Questo darebbe inoltre anche la possibilit\u00e0 ad alcune realt\u00e0 molto importanti di riconvertire la propria produzione verso soluzioni pi\u00f9 sostenibili.<\/p>\n<p>Nei prossimi anni dunque l\u2019Italia dovr\u00e0 iniziare la transizione verso il pieno ed esclusivo utilizzo di plastiche compostabili e l\u2019eliminazione di tutte le altre plastiche monouso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi giorni il parlamento italiano sta lavorando per la ricezione della direttiva SUP approvata dal parlamento europeo. Entrata in vigore a luglio 2019 con l\u2019obiettivo di ridurre drasticamente i rifiuti marini, la direttiva SUP (Single Use Plastic) mira a disincentivare il ricorso al monouso, vietando e scoraggiando la produzione e commercializzazione delle plastiche monouso. 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Un divieto ampio che colpisce tutti i tipi di plastica, siano essi di origine vegetale o petrolchimica, includendo pertanto anche le bioplastiche.\n\nSi tratta di un bando che va ad incidere su un settore, quello della bioplastica, che si era posto come soluzione ecologicamente sostenibile alla produzione della plastica tradizionale. La soluzione proposta dall\u2019Europa per sostituire le plastiche monouso \u00e8 quella di reintrodurre prodotti lavabili e riutilizzabili.\n\nPer capire le ragioni che hanno portato ad un bando cos\u00ec importante occorre affacciarsi sul mondo delle bioplastiche e comprenderne le caratteristiche.\n<h2>Bioplastica, dalla nascita allo smaltimento.<\/h2>\nSecondo la definizione data da <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/www.european-bioplastics.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">European Bioplastics<\/a><\/span>, per bioplastiche si intende una grande famiglia di materiali aventi differenti propriet\u00e0. 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In altre parole, si tratta di plastiche che vengono prodotte a partire da composti organici. Possono derivare da colture come mais, grano, tapioca o patate. Possono derivare dalla fermentazione degli zuccheri, da oli vegetali, dalle alghe o dai gusci di crostacei. Le fonti possono essere materiali di scarto, ma anche coltivazioni apposite.\n\nSe, tuttavia, una bioplastica pu\u00f2 derivare <strong>solo parzialmente<\/strong> da biomassa, vuol dire che, almeno in parte, \u00e8 composta da altre sostanze che possono anche derivare dal petrolio. 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Una buona parte delle plastiche biodegradabili viene prodotta da fonti non rinnovabili al pari delle plastiche tradizionali. La loro struttura molecolare, tuttavia, le rende biodegradabili.\n\nDiscorso a parte va fatto per le plastiche <strong>Oxo Degradabili. <\/strong>Si tratta di plastiche a base petrolchimica addizionate di sostanze che ne consentono la degradazione quando esposte all\u2019aria. I tempi di degradazione di queste plastiche sono pi\u00f9 lunghi e non ci sono studi che attestino la loro effettiva sicurezza.\n<h2>Direttiva SUP e scelta italiana. Una posizione apripista<\/h2>\nLa ricezione della Direttiva SUP in Italia ha evidenziato una differenza di vedute rispetto alla <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/environment\/topics\/plastics\/single-use-plastics_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commissione Europea<\/a><\/span>. 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Una leadership internazionale che trova le sue basi nella produzione di plastiche compostabili, nella raccolta differenziata dell'umido domestico e in tutta la filiera industriale del compostaggio.\n\nLa scelta europea di bandire in toto le plastiche monouso preferendo prodotti riutilizzabili comporta non poche difficolt\u00e0.\u00a0 Ad esempio, l\u2019uso di acqua e di detergenti per i lavaggi, nonch\u00e9 dell\u2019energia necessaria a riscaldamento e asciugatura, avrebbero un loro notevole impatto ecologico. Senza contare la questione sanitaria legata alla corretta igienizzazione degli articoli da riutilizzare.\n\nLa posizione italiana, d\u2019altro canto, parte dal presupposto che \u00e8 necessario mantenere in uso alcuni prodotti usa e getta in plastica all\u2019interno di determinate realt\u00e0, come ad esempio le mense ospedaliere. 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Questo darebbe inoltre anche la possibilit\u00e0 ad alcune realt\u00e0 molto importanti di riconvertire la propria produzione verso soluzioni pi\u00f9 sostenibili.\n\nNei prossimi anni dunque l\u2019Italia dovr\u00e0 iniziare la transizione verso il pieno ed esclusivo utilizzo di plastiche compostabili e l\u2019eliminazione di tutte le altre plastiche monouso.","_et_gb_content_width":""},"categories":[99],"tags":[100,101,102,86],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2823"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2823"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3010,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2823\/revisions\/3010"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2824"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.unitelmasapienza.it\/sustain\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}