Università e internazionalizzazione. A che punto siamo?

01 Febbraio 2020
Studenti che fanno gruppo

Lo scorso mese di dicembre la Fondazione CRUI ha pubblicato il rapporto L’internazionalizzazione della formazione superiore in Italia. Le università. Aggiornamenti e approfondimenti 2019. Il documento, curato dal Prof. Fabio Rugge, Rettore dell’Università di Pavia e Delegato CRUI per le relazioni internazionali, rileva lo stato dell’internazionalizzazione delle università italiane.

Accanto ai nuovi dati sulle provenienze degli studenti dall’estero e sui corsi in lingua inglese, il testo approfondisce argomenti quali i percorsi internazionali, l’uso di didattiche innovative per classi multiculturali e i ranking internazionali.

 

I corsi di studio internazionali rappresentano uno degli aspetti di maggior valore dell’internazionalizzazione degli atenei italiani. Si tratta di corsi con caratteristiche ben precise: hanno obiettivi formativi e sbocchi occupazionali di rilevanza internazionale; presentano una domanda di formazione universitaria proveniente non solo dall’Italia, ma anche dall’estero; il corso viene erogato interamente o prevalentemente in lingua straniera; i docenti hanno un profilo internazionale; presenza di servizi di ateneo dedicati all’accoglienza e all’assistenza linguistica.

 

I paesi di provenienza degli studenti

Quali sono i paesi di provenienza degli studenti? Albania, Cina e Romania detengono il podio della classifica dell’ultimo decennio, pur con oscillazioni e variazioni. Gli studenti provenienti da questi paesi rappresentano circa il 30% del totale degli studenti stranieri iscritti a corsi di laurea presso università italiane. In particolare, il contingente degli studenti cinesi nel decennio è più che raddoppiato, passando da poco più di 4 mila unità a 7.529 iscritti nell’anno accademico 2017/2018. Significativa anche la crescita degli studenti provenienti dall’India.

 

L’offerta formativa in lingua inglese

I corsi in lingua straniera, soprattutto in inglese, sono tra i principali strumenti di internazionalizzazione degli atenei italiani. Se è vero che l’internazionalizzazione della formazione può realizzarsi attraverso diverse forme di scambio e con accordi tra diversi atenei, la via principale dell’internazionalizzazione rimane comunque l’erogazione dei programmi in lingua straniera, prevalentemente in lingua inglese.

Nell’anno accademico 2018/2019 sono stati censiti, sul sito Universitaly, 398 corsi interamente erogati in lingua inglese: 35 corsi di laurea e 363 di laurea magistrale, con un sensibile incremento negli ultimi anni (+178% nell’ultimo triennio) e una prevalenza dei corsi di area economica e ingegneristica.

Anche Unitelma Sapienza partecipa all’offerta dei corsi di studio in lingua straniera con diverse proposte. In particolare, in lingua inglese, Unitelma Sapienza eroga il Corso di Laurea Magistrale in Economy, Management and Innovation, il Master in International cooperation, finance and development, e il Corso di Laurea Magistrale in Classical Archaelogy. Quest’ultimo offre agli studenti italiani e internazionali un prodotto formativo di alto livello, che unisce il prestigio negli studi di Archeologia di Sapienza Università di Roma con gli strumenti telematici di Unitelma Sapienza. Ai corsi di studio ora menzionati si aggiungono, in lingua spagnola, il Master in "Administración de Justicia e il Master in Derechos humanos, política fiscal y crisis financiera global en Europa y América, distanti prevalentemente a studenti stranieri provenienti dall’America latina.

La didattica di tutti questi corsi di studio segue il modello di e-learning di Unitelma Sapienza ed è realizzata interamente in lingua inglese.

 

La mobilità internazionale degli studenti e l’accesso dall’estero

Il Rapporto CRUI evidenzia che il livello di internazionalizzazione e l’attrattività internazionale degli Atenei si misura anche sulla base di altri fattori, quali la mobilità internazionale degli studenti finalizzata al conseguimento di CFU all’estero e l’attivazione di corsi di studio propedeutici all’immatricolazione accademica, rivolti a studenti anche molto giovani (soprattutto da Paesi che prevedono meno di dodici anni di scolarità per l’accesso all’università).

Unitelma Sapienza, in tali settori, sta sviluppando in maniera sempre più ampia la mobilità internazionale dei propri studenti attraverso la partecipazione al Programma Erasmus+ e, in accordo con la Sapienza Università di Roma, darà presto avvio al Foundation Year in E-Learning, ossia un programma destinato a facilitare l’ingresso, il soggiorno e l’immatricolazione degli studenti stranieri/internazionali come percorso formativo idoneo a colmare un’eventuale scolarità mancante.

 

Didattica innovativa per classi multiculturali

Nel momento in cui le aperture, le contaminazioni e le collaborazioni con esperienze estere si fanno più intense, anche i percorsi formativi si dispongono ai cambiamenti. L’aumento di studenti stranieri nelle università italiane pone sfide nuove e interessanti, quali l’adozione di metodologie didattiche adatte a classi plurilingue e multiculturali. Tra queste, l’e-learning è sicuramente uno strumento utile all’internazionalizzazione, anche se allo stato attuale risulta poco sviluppato.