Studenti lavoratori, quali diritti per questa categoria?

11 Febbraio 2020
Ragazza che studia

Giovani studenti lavoratori, ma anche adulti che hanno ripreso gli studi o che vogliono aggiungere opportunità alla loro carriera: sono tante le casistiche di coloro che, per vari motivi, si trovano a dover conciliare lo studio e il lavoro. Lavorare e contemporaneamente studiare non è un’impresa semplice. Ma la legge prevede il diritto allo studio anche per queste categorie di lavoratori. Vediamo quali sono le agevolazioni e i permessi retribuiti di cui possono godere.

Il permesso di studio

Tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, salvo qualche eccezione, hanno diritto a fruire dei permessi studio. Tale possibilità rientra nel diritto allo studio, che è previsto dalla legge sia per i dipendenti del settore pubblico sia di quello privato. Quando un lavoratore ha necessità di sostenere un esame o partecipare ad un corso di formazione, può richiedere un permesso retribuito.

La materia è disciplinata dall’articolo 10 della legge 300/1970, meglio conosciuta come Statuto dei lavoratori, che prevede alcune facilitazioni per chi lavora e studia ed ha necessità di frequentare le lezioni, partecipare a seminari e prepararsi agli esami.

Per ciò che riguarda la quantità di ore di permesso fruibili durante l’anno per motivi di studio, lo Statuto rimanda a ciascun contratto nazionale del lavoro. La prassi, ormai consolidata, prevede un massimo di 150 ore di permesso per motivi di studio, fruibili nell’arco di tre anni. Per godere dei permessi retribuiti, il lavoratore può presentare domanda all’azienda, alla quale è tenuto a consegnare le certificazioni comprovanti le ore di lezione realmente impiegate.

Altre agevolazioni per chi lavora e studia

Lo Statuto dei Lavoratori, definendo l’obbligatorietà delle agevolazioni per chi lavora e studia, sancisce i diritti degli studenti lavoratori sul posto di lavoro. Tra questi diritti troviamo i turni agevolati per permettere a chi studia e lavora di poter seguire le lezioni, l’esonero dall’obbligo di prestare lavoro straordinario o durante i riposi settimanali e la possibilità di fruire di permessi retribuiti, di cui abbiamo scritto nel paragrafo precedente.

Un caso a parte riguarda la possibilità di ottenere un congedo formativo non retribuito: si tratta della sospensione temporanea del rapporto di lavoro, per un periodo massimo di undici mesi, che può essere richiesta dai dipendenti, sia del settore pubblico che di quello privato, che abbiano maturato almeno cinque anni di servizio presso la stessa azienda o la stessa amministrazione

Un aiuto arriva dall’e-learning

Grazie alle tecnologie di e-learning, anche le università telematiche favoriscono il diritto allo studio. Che si tratti dell’iscrizione a un corso di formazione per l’aggiornamento professionale, a un corso di laurea o a un master, i sistemi di e-learning consentono di accedere ai contenuti formativi in qualunque momento e da luoghi fisicamente remoti, ampliando così le possibilità di accesso allo studio anche per gli studenti lavoratori.