Erasmus+, quali ripercussioni avrà la Brexit?

25 Gennaio 2020
Ragazzi che si scattano un selfie a Londra

Nella ridefinizione dei rapporti tra l’Unione Europea e il Regno Unito che sta caratterizzando la Brexit, desta preoccupazione il destino di tanti giovani studenti coinvolti nel programma Erasmus+. Si temono infatti ripercussioni sul futuro dei numerosi progetti di scambio e di opportunità che il programma mette a disposizione dei giovani europei. 

Lanciato oltre 30 anni fa, Erasmus+ è il programma dell'Unione Europea per l’istruzione, la formazione, i giovani e lo sport. Si tratta di un programma di mobilità europeo co-finanziato dall’UE, grazie al quale molti giovani hanno la possibilità di vivere e studiare all’estero. In oltre tre decenni di attività Erasmus+ ha coinvolto circa 9 milioni di persone.

La recente decisione del Parlamento britannico sui rapporti tra il Regno Unito e il resto dei paesi dell’UE ha allarmato tutti coloro che, a vario titolo, sono coinvolti nel programma di mobilità studentesca: insegnanti, scuole, studenti e Università di tutta l’Unione Europea.

Allo stato attuale, le autorità britanniche hanno però assicurato che non ci saranno cambiamenti significativi nei progetti in corso e negli scambi che inizieranno a breve. I negoziati che definiranno anche il tema della mobilità studentesca potrebbero durare anni.

La UE ha predisposto un regolamento di emergenza per definire le misure da prendere durante la fase di transizione. Tutti gli scambi Erasmus+ iniziati prima dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, rientreranno nelle misure di emergenza del programma. Per coloro che prevedono di iniziare la mobilità dopo l’uscita del Regno Unito dall'Unione europea, il regolamento di emergenza Erasmus+ intende evitare l’impatto negativo che l’uscita del Regno Unito avrebbe su coloro che vivono all’estero.

In definitiva, fino alla fine del 2020 la situazione rimarrà invariata, con la prosecuzione di tutte le attività previste in tutte le azioni chiave del programma.

Con la nuova programmazione europea, a partire dal 2021, il governo inglese negozierà la partecipazione al programma Erasmus+ con le istituzioni dell’Unione Europea. Del resto, uscire dall’Unione Europea non significa uscire dall’Area europea dell’Istruzione e della Formazione. Il Programma Erasmus, infatti, prevede già diverse forme di partecipazione per gli stati che non fanno parte dell’UE (Turchia, Serbia, Repubblica di Macedonia ecc.), che aderiscono in modo completo al Programma. 

In attesa di ulteriori futuri sviluppi, per ogni aggiornamento è possibile consultare i canali ufficiali del programma Erasmus+ o quelli della Commissione Europea.